FAREWELL by KYOJI NAGATANI

Lettera di Arnaldo Pomodoro

…caro Nagatani, 
sono felice davvero per questa tua prossima personale a milano, prima del ritorno in Giappone.
ti conosco da tanto tempo e ho potuto assistere al tuo costante peregrinare tra l’Italia e il Giappone, di cui si percepisce traccia nelle tue opere: insieme a un legame con la tradizione giapponese il gusto artistico formale per la scultura contemporanea.
Del tuo lavoro apprezzo l’elaborazione rigorosa ed essenziale e la riflessione sulla relazione tra opposti e sul significato di volumi e superfici: sono certo che questo tuo “ritorno a casa” avrà per te in serbo nuove possibilità espressive.
Un saluto caloroso e l’augurio di proseguire con intensità la tua ricerca e il tuo lavoro artistico. 
Arnaldo Pomodoro, 20 ottobre 2021

Kyoji Nagatani

…così il saluto di un grande maestro della scultura ad un altro.
E allo stesso modo vogliamo celebrare, con questa “ultima mostra” che Kyoji Nagatani concede all’Italia, la conclusione di un grand tour durato 40 anni.
Nagatani ha incontrato, tra gli altri, Azuma, Francesco Messina, Arnaldo Pomodoro, Emilio Greco, Umberto Mastroianni, Giuliano Vangi, Floriano Bodini e Giacomo Manzù.
Almach Art Gallery è felice di poter essere testimone di quella che, per il momento, sarà l’ultima mostra del maestro giapponese in Italia, con una selezioe di opere che vanno dai primi anni ’70 fino agli ultimi inediti.

Cornucopia bronzo 8x14x10cm - 2021

Endless line Galileo tecnica mista su tela 2024 - 100x100cm

Il dono di Nettuno bronzo 17x25x12cm - 2021

Negli anni Novanta la sua ricerca prosegue e diventa specchio e riflesso del quotidiano. Alcuni dei suoi lavori quali Pietre Oniriche, Astrolabium, Sospiro del Cosmo, Dono di Nettuno e Motore del Tempo simboleggiano i passaggi fondamentali di questo periodo.
Le domande che Nagatani si pone sono: Da dove veniamo? Dove siamo? Dove stiamo andando? La risposta è un viaggio che attraversa percorsi e trova forme differenti, ma che è sempre coerente con la stessa urgenza di comprendere la nostra posizione sulla terra. Per Nagatani l’artista e l’artigiano, il poeta e lo scrittore sono coloro che lavorano utilizzando il proprio talento per creare un oggetto che risponda a una domanda di verità, e che deve essere restituito alla società per condividere ricerca ed evoluzione, perché faccia del bene alla società stessa.

La via del cuore bronzo patinato 28x25x28cm - 2014

Kyoji Nagatani con Luca Temolo Dall'Igna

È attraverso la mostra che avviene questa restituzione, nei musei e negli spazi artistici aperti al pubblico. Le caratteristiche dell’opera d’arte sono la generosità, il rispetto e l’accoglienza per tutti come avviene per la natura. L’artista cerca di avvicinarsi al meglio, senza pretendere la perfezione, provando piacere e non dolore, ma godendo della completezza, frutto di compenetrazione tra ombra e luce. Nagatani ritiene sia questa la verità, ciò che collega le parti. Oltre il figurativo, oltre l’astratto, oltre la dualità.

Pietre oniriche (part) bronzo sospeso con cavo d'acciaio 220x18x12 - 2015

Codice Athena tecnica mista su tavola 2023 - 20x20cm

Arrivato in Italia già esperto, ma affamato di quella conoscenza che lo mette in contatto con i più grandi maestri della scultura del periodo, inizia un “grand tour” che durerà 40 anni.
Sceglie Milano quale città di adozione perché qui trova un’affinità di base nell’essenzialità e nella discrezione, pur sempre di classe, del “gesto” milanese.

Si sviluppa quindi un assorbimento reciproco. Il rigore del paese d’origine viene stemperato, ma non troppo, mentre la tipica severità lombarda riceve un impulso ricco di eleganza e stile. Se dobbiamo cercare un termine che sintetizzi l’opera di Kyoji Nagatani potremmo sicuramente adottare appunto il termine Stile. Egli lo infonde in tutto ciò che lo rappresenta: dalla sua persona alle movenze, dallo studio continuo al parlare e ovviamente ai suoi lavori.

Un giorno, mentre parlavamo, si discuteva di cos’è la scultura e ci si è addentrati in un vicolo ancor più stretto dal quale passano solo le “opere d’arte” cercandone una definizione. Un’opera d’arte è sempre un oggetto magico al quale l’artista trasmette la capacità di renderci affascinati da un arcobaleno di emozioni altrimenti impossibili da percepire e la scultura, essendo tridimensionale e palpabile fisicamente attraverso il tatto, oltre che con gli occhi ci permette di sentire anche con le mani, toccandola.

Luca Temolo Dall’Igna

Proseguendo il suo percorso personale potremmo identificare l’esperienza di Nagatani con quella tecnica che in Giappone viene chiamata “kintsugi” ovvero l’arte di riparare i cocci con l’oro, con l’argento liquido o con lacca e polvere d’oro, evidenziando le fratture invece di nasconderle, per creare un oggetto nuovo, rinato, a volte ancor più ricco e importante.
Ecco questo ha fatto Kyoji Nagatani metaforicamente quando, frantumando la sua vita nel paese natale, si è trasferito per la prima volta in Italia. Lentamente, ma incessantemente, ha ricostruito se stesso pezzo a pezzo, riempiendo le fessure tra i cocci con l’oro raccolto nel nostro paese, fatto d’arte e di persone di una varietà infinita, costruendo in sé un vaso ricolmo di emozioni. Ed ancora oggi, di nuovo, rispondendo al richiamo irresistibile del Sol Levante, coglie il coraggio e la forza di “rompere” questa esperienza, ma ricco di quell’oro spirituale che ha accumulato negli anni, già lavora a ricostruire il vaso, se stesso, accolto dalla sua famiglia e idealmente da suo padre, al quale ha voluto rendere omaggio esponendo due suoi dipinti.

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