In un momento storico in cui Milano è al centro dell’attenzione globale per molteplici aspetti, confermandosi protagonista indiscussa anche nel panorama dell’arte internazionale, Almach Art Gallery presenta una nuova concezione espositiva: “NEXT – Le nuove direzioni dell’Arte a Milano”, in programma dal 25 settembre.
“NEXT” non è solo un invito al futuro, ma una dichiarazione di campo: qui si espone arte attuale, viva, che risponde al presente senza identificarsi nella definizione da troppo tempo utilizzata di “contemporanea”. Dopo settant’anni di arte definita tale, è tempo di nominare ciò che accade ora, con linguaggi attuali e prospettive nelle quali il messaggio dell’opera d’Arte sia ancora vivo, presente e senza etichette.
Non vogliamo distinzioni di mezzo espressivo, tecniche o classificazione di stili e ismi. L’opera d’Arte deve avere fin dal momento del suo concepimento uno scopo che vada oltre l’estetica superficiale. Deve realizzare la magia di attivare nello spettatore sentimenti ed emozioni superiori.
NEXT – Le nuove direzioni dell’arte a Milano
ANNA PENNATI – Endless lines
In NEXT, Anna Pennati ci invita a un viaggio verso il centro dell’arte, attraverso un percorso di progressiva e coraggiosa sottrazione come via per raggiungere l’essenza. La sua ricerca, evoluta nel tempo eliminando gli elementi figurativi per approdare a un’astrazione pura e potente, incarna perfettamente lo spirito della mostra: andare oltre l’estetica superficiale per toccare il nucleo emotivo dell’opera. Le sue “Endless lines” e le sue sculture non sono semplici composizioni di colore, ma spazi di silenzio visivo dove il cosmo interiore si espande.
Di fronte alle sue opere, la fretta è nemica. Il nero assoluto, il segno essenziale, la campitura vibrante richiedono tempo per rivelarsi. Chiedono allo spettatore di fermarsi, di lasciare che lo sguardo affondi nella materia per scoprire le emozioni che vi sono nascoste.
Anna Pennati usa l’astrazione e il colore per sublimare la realtà, arrivando a una verità che le parole non possono dire. Esporre Anna Pennati significa celebrare un’arte che non ha paura del vuoto, del silenzio, dell’essenziale. Un’arte che, nel suo essere radicalmente contemporanea e viva, ci ricorda che la bellezza più profonda è quella che si conquista con la calma e si scopre dentro di sé.
Non vogliamo distinzioni di mezzo espressivo, tecniche o classificazione di stili e ismi. L’opera d’Arte deve avere fin dal momento del suo concepimento uno scopo che vada oltre l’estetica superficiale. Deve realizzare la magia di attivare nello spettatore sentimenti ed emozioni superiori.
La galleria si trasforma in spazio di ascolto prolungato, dove il tempo diventa alleato della comprensione. Abbandoniamo il tradizionale evento di apertura come momento obbligato, per offrire invece una fruizione libera e dilatata nel tempo: ogni visitatore e collezionista potrà accedere alla mostra quando preferisce, dedicando alle opere l’attenzione meritata, senza fretta né distrazioni.
Benvenuti nel presente dell’arte, finalmente libero da etichette e orari imposti, nel cuore di una Milano che guarda al futuro.
Anna Pennati - Endless line - Epifania del 9
ELIA PANORI – Il nuovo vuoto
Almach Art è sempre stata una realtà attenta nel dare spazio all’arte giovane, assumendo i rischi di una promozione complessa, ma ricca di valori.
E parlando di arte giovane ben possiamo riferirci ad Elia Panori, giovane anagraficamente, ma già ricco di esperienze artistiche che in un lungo percorso lo hanno condotto ad una meditata maturazione.
“Il nuovo vuoto” è il titolo dell’opera nella quale Elia Panori tende a riempire quel vuoto, che è assenza di quella materia superficiale che spesso la società di oggi ci presenta come motivo di vita, vuoto generazionale frutto di un’eredità sociale e ambientale scomoda ed ingombrante, che ha lasciato ai nostri giovani un terreno difficile da coltivare e che solo i più coraggiosi e caparbi riusciranno a rendere nuovamente fertile.
EMMA VITTI – Carnepersa
La fotografia che diventa emozione pura. In NEXT, Emma Vitti porta la prova che i confini tra le arti sono illusori.
Pittrice di formazione, fotografa per scelta espressiva, Emma Vitti utilizza l’obiettivo non per documentare la realtà, ma per scavare nell’invisibile: il corpo, la materia, le emozioni che sfuggono alle parole.
Le sue opere incarnano lo spirito della mostra: rifiutano l’etichetta di semplice fotografia per diventare pittura di luce e anima.
Di fronte ai suoi lavori, lo spettatore è invitato a quella “condivisione orizzontale” che è il cuore di NEXT: non si guarda da lontano, si entra in risonanza. In un mondo di immagini veloci e consumabili, l’arte di Emma Vitti ci impone di fermarci. Ci chiede di abbandonare la fretta per lasciar emergere quei sentimenti superiori che solo un’osservazione profonda, libera da distrazioni, può rivelare.
La sua presenza, viva e operante a Milano, conferma che l’Arte Attuale è quella che sa usare qualsiasi linguaggio – anche il più tecnico – per toccare le corde più intime dell’essere umano.”
Emma Vitti - Carnepersa
Lucio Perna Indeterminazione e movimento
LUCIO PERNA – Indeterminazione e movimento
L’ispirazione per l’opera qui esposta discende dalla curiosità e dall’interesse che Lucio Perna ha per la meccanica quantistica.
Egli ci ricorda che, secondo il “Paradosso di Heisenberg”, “…è impossibile misurare simultaneamente e con precisione : posizione e quantità di moto di una particella“. Se si misura e si verifica la posizione è impossibile determinare l’alto parametro.
E con un po’ di fantasia e non senza qualche attenta riflessione, è possibile immaginare che lo stesso principio possa valere ed essere applicato all’arte.
Infatti: è sicura certezza che l’Arte esiste da quando esiste l’homo sapiens e vivrà quanto il genere umano, a dispetto di quei nichilisti o profeti di sventure che sovente ne preannunciano la morte .
E’ altrettanto certo, tuttavia, che in nessun momento è possibile stabilire o prevedere quale direzione prenderà l’arte nel futuro.
Ecco dunque che il principio di ”indeterminazione” è applicabile anche all’Arte, della cui reale esistenza si ha sempre contezza a differenza dei futuri percorsi e delle future tendenze per i quali non è mai possibile formulare precise previsioni.
MAX MARRA – Confini di cosmos
Max Marra dice: “L’arte vera non si ferma mai, continua a trasformarsi sotto i nostri occhi”.
In NEXT, la presenza di Max Marra (classe 1950) è la prova vivente che l’Arte Attuale non ha età. A differenza di molte definizioni di contemporaneo che sembrano scattare per generazioni, Marra è qui con la sua ricerca in pieno svolgimento.
Artista polimaterico instancabile, continua a lottare con la materia, a stratificare segni ed emozioni, a evolvere il suo vocabolario grafico. Marra ci invita a entrare nel suo studio ideale, a partecipare a un pensiero artistico che non si è mai fermato. Le sue opere richiedono tempo, ascolto, presenza: sono lo specchio perfetto di una galleria che rifiuta la fretta per abbracciare la profondità.
NEXT è anche questo: celebrare gli artisti che, come Marra, continuano a rendere il presente un luogo di meraviglia e di domanda.”
Salvador Aulestia Testa di donna - 1982
SALVADOR AULESTIA – “Verdi futurista” e “Volto di donna”
Aulestia fu una figura poliedrica (pittore, scultore, scrittore, musicista, creatore del “Sideroploide”) che sfugge alle classificazioni rigide del suo tempo.
Potreste chiedervi come un maestro del ‘900 rientri in una mostra sul ‘futuro’ dell’arte. La risposta è nel titolo stesso: NEXT non è una questione di data, ma di risonanza.
I due disegni di “Salvador Aulestia” esposti sono potenti attivatori di emozioni che parlano al nostro presente con urgenza inaudita. Dimostrano che l’Arte Attuale è quella che, indipendentemente dall’anno di creazione, riesce a fermare il tempo dello spettatore e a farlo “sentire'”.
Esporre un maestro che ha attraversato confini disciplinari e che è stato definito un “buco nero nella storia dell’arte” per la sua unicità, è l’esempio perfetto di un artista che non si è lasciato ingabbiare dalle etichette della sua epoca.
Aulestia visse e operò a lungo a Milano (dove morì nel 1994). La sua presenza crea un ponte tra la Milano storica e culturale alla Milano globale di oggi, città che guarda al futuro senza cancellare il passato, rileggendo i maestri come se fossero contemporanei, rafforzando l’idea di una città “centro globale” che sa valorizzare il proprio patrimonio rendendolo vivo e urgente.
La galleria si trasforma in spazio di ascolto prolungato, dove il tempo diventa alleato della comprensione, come spazio di ascolto prolungato, è l’unico luogo possibile per ‘sentire’ davvero questa arte. Abbandoniamo quindi anche il tradizionale evento di apertura come momento obbligato, per offrire invece una fruizione libera e dilatata nel tempo: ogni visitatore e collezionista potrà accedere alla mostra quando preferisce, dedicando alle opere l’attenzione meritata, senza fretta né distrazioni.
Benvenuti nel presente dell’arte, finalmente libero da etichette e orari imposti, nel cuore di una Milano che guarda al futuro.
Luca Temolo Dall’Igna — Almach Art Gallery